Viola Zulian

Decluttering: ritorno all’essenziale [Back to School]

Quando pensi alla tua vita non sai da dove cominciare?
Ti senti sopraffatta e immersa in un circolo vizioso dal quale non puoi che peggiorare?
Ti consiglio di cominciare da un primo passo che prende il nome da un verbo inglese
‘decluttering’.

Clutter, in inglese, è infatti significa ‘insieme di oggetti disordinati’ quindi un ingombro.
Richiama anche la parola clot, che significa coagulo, quindi una sorta di blocco del flusso.
Il clutter è quindi un insieme disorganizzato di oggetti che blocca il flusso e il decluttering è il ritorno all’essenziale, la liberazione di detto marasma proprio per fare circolare le energie.

Una questione di genetica

Prima di Marie Kondo e del suo ‘Magico potere del riordino’, Karen Kingston fu tra le prime a
ideare un percorso in 21 tappe per eseguire lo “space clearing” per indicare “l’arte di
purificare e rivitalizzare le energie presenti negli edifici”.

Perché se è vero che il Feng-shui è un’antica arte geomantica cinese attualmente classificata
tra le pseudoscienze, la scienza stessa riconosce che vivere nel disordine è stato associato ad
un maggior stress e una maggiore insoddisfazione della vita1.

Viviamo in una società in cui l’Avere ha preso il posto dell’Essere: siamo talmente pieni di
cose, materiali e dematerializzate, che il punto d’equilibrio si è spezzato. Annaspiamo in un
continuo e perpetuo tentativo di colmare l’insoddisfazione con gli oggetti.

Confondiamo i bisogni con i desideri e ci lasciamo convincere che l’acquisto sarà la risposta
al nostro malessere.
Bisogna sapere che da un punto di vista antropologico siamo fatti per accumulare cose: in
tempi lontani la sopravviveva era di chi aveva un coltello in più, una pelliccia in più o più
cibo.
L’accumulo è quindi scritto nel DNA ma fa parte di quel mismatch genetico di cui ti ho già
parlato in precedenza.

Al giorno d’oggi è completamente superfluo possedere la qualunque. Ciò rende necessario
un cambiamento anche per la sostenibilità nei confronti del nostro pianeta del quale stiamo
usurpando le risorse.

In realtà è possedendo meno, scegliendo meglio i nostri acquisti e circondandoci di oggetti
che ci danno piacere, belli a vedere, che siamo più felici.

Anche se non tutti hanno la stessa sensibilità all’inquinamento visivo che posso avere io,
resta il fatto che ogni oggetto ci ricorda sottende un compito da fare:

  • devo leggere quel libro, ma non ho il tempo, lo lascio lì così lo vedo, ma mi sento in colpa
    perché la mia vita è un caos e non ho uno straccio di momento da dedicarmi.
  • gli 8 mila souvenir sul mobile della televisione ti fanno pensare ogni sera al fatto che non
    riesci nemmeno a tirar via la polvere…e, è proprio necessaria la gondola di Venezia che
    cambia colore?
  • quegli abiti di una taglia più piccola, gelosamente conservati nel caso di un’inaspettata
    perdita di peso, ti inviano solo un messaggio di inadeguatezza.

Il troppo pieno è il male del secolo: case piene, dispense piene, supermercati pieni, informazioni e news superflue, vite troppo piene di cose più o meno inutili da fare. Tutta questa abbondanza dovrebbe renderci più felici ?

Come dice Marie Quéru, autrice del libro ‘L’écologie d’interieur-vivre mieux avec moi’

‘La sovra-abbondanza dei beni, delle informazioni e delle obbligazioni è un inquinante su tre punti che perturba l’equilibrio necessario nelle nostre vite, come l’inquinamento insudicia e altera un ambiente.

  • L’inquinamento visivo dei nostri spazi, che sopraggiunge quando gli oggetti prendono il posto del nostro spazio vitale perturbano il nostro sguardo, al punto che il nostro habitat sembra talmente sgradevole a vivere, addirittura ostile.
  • L’inquinamento mentale del nostro spirito, che si produce quando gli stimoli sono troppo numerosi, suscitati dal troppo pieno, sfinisce il nostro cervello creando una fatica prima mentale e poi fisica.
  • L’inquinamento ambientale indotta dal nostro modo di vivere, consuma le risorse del pianeta e distrugge la biodiversità, diminuendo la nostra possibilità di far crescere il nostro benessere per il futuro.’

Anche se non ci consideriamo degli ecologisti, vale la pena ricordare che agendo sul benessere personale si avrà comunque un impatto sulla collettività.
Questo costante tentativo di riempire le nostre case e le nostre vite non fa altro che mentire a noi stessi.
L’obiettivo è quello di lasciare andare tutto ciò che non serve più da quel giubbotto in jeans anni 90 a quell’amicizia tossica che ci fa solo star male.
Come si dice in Veneto: ‘Pochi ma boni’!

Downsizing, decluttering, sgombero sono sinonimi di ritorno all’essenziale: questo primo passo che ti consiglio di fare. Ti suggerisco la lettura dei libri delle due Marie (Kondo e Quéru) e di seguire i loro protocolli.
Come ho già raccontato nel mio libro ‘Una meravigliosa morning routine’, un giorno un insegnante di nuoto mi disse:

‘Il microcosmo è allineato con il macrocosmo’

Sono fermamente convinta che la confusione mentale sia proporzionale al marasma che ci
circonda. Questo non lo dico io, ma gli scienziati dell’ Università di Princeton che hanno osservato la gente eseguire dei compiti in un ambiente organizzato versus disorganizzato hanno notato come il clutter agisse sull’attenzione dei partecipanti diminuendo notevolmente la performance e aumentando lo stress. L’irritazione del disordine peggiorava anche lo stato d’animo provocando frustrazione2.

Peter Walsh, il guru dell’organizzazione di Oprah Winfrey, ha detto:
“Per quanto ridicolo possa sembrare, le persone pensano che se possono controllare le loro case e persino il loro armadio*, questo dà loro un senso di calma e controllo…
Si tratta molto di più di trovare pace, calma e motivazione nel modo in cui vivi”.

La leggenda vuole che Michelangelo, parlando del suo David, capolavoro della scultura Rinascimentale, abbia detto: «È stato semplice, ho solo eliminato dal blocco di marmo ciò che non era il David!”

decluttering-ritorno-essenziale

Nel semplicismo della frase (sarà vero, sarà falso? sarà Ferguson?) risiede una grande verità:
l’essenza della vita corrisponde ai valori fondamentali che sono guida e luce dei nostri passi.
Tutto il resto è noia, direbbe Califano.
Liberatene, e trova la calma (granitica, è il caso di dire) di quel gran pezzo di figo del David!

  1. Tidying Up: Good for the Aging Brain Jeanne M. Sorrell, PhD, RN, FAAN Journal of Psychosocial Nursing and Mental Health Services, 2020;58(4):16–18 Published Online:March 16, 2020 ↩︎
  2. J Neurosci 2011. Interactions of top-down and bottom-up mechanisms in human visual cortex Stephanie McMains  1, Sabine Kastner
    ↩︎

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

chirurgo bariatrico lifestyle medicine

Benvenut*!

Viola Zulian e sono un medico specializzato in chirurgia. Da molti anni mi occupo di obesità ed ho preso recentemente la specializzazione in medicina del lifestyle.

Mi piace pensare che grazie alla divulgazione e all’informazione si possa aiutare in grande scala.

Seguimi su IG

Iscriviti a "Buona Vita!"

La mia Newsletter settimanale nella quale ti parlerò di alimentazione vegetale, alimentazione intuitiva, qualità del sonno e lifestyle medicine.

Potrebbe interessarti anche...

NutriAMOci

Un incontro pratico per iniziare a costruire un rapporto più sereno con il cibo… e con te stessa.

Giovedì 22 Gennaio 2026
ore 19.00
su zoom